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Prima visione

Il Libro delle opere divine

Prima visione: l'origine della vita

L'immagine principale rappresenta la Trinità divina vittorisa sugli angeli ribelli, prima della creazione del mondo. La figura rossa è quella dello Spirito che vivifica.

“E vidi nel centro della zona australe un' immagine bella e meravigliosa come la figura di un essere umano, il cui volto era di grande bellezza e splendore che avrei potuto guardare più facilmente il sole anziché quella. Un cerchio grande e d'oro era intorno alla testa della figura luminosa sopra la quale apparve un'altra testa, come quella di un uomo anziano, il cui mento e la cui barba toccavano la sommità di quella testa.
Da entrambi i lati del collo della figura dipartiva un'ala; entrambe queste ali salendo in circolo si congiungevano. Nella curvatura ad arco dell'ala destra, vedevo la testa di un'aquila con occhi di fuoco nei quali si rispecchiava lo splendore degli angeli come in uno specchio. Nella curvatura ad arco dell'ala sinistra il volto di un uomo che brillava come lo splendore delle stelle. Le due facce erano rivolte ad Oriente.
Dalle due spalle di questa figura le ali  raggiungevano le ginocchia. Nelle mani della figura c'era un agnello e calpestava con i piedi un mostro velenoso di colore nero. Un serpente si era infilato nell'orecchio destro del mostro.”

S.Ildegarda vede "nel mistero di Dio" una figura di meravigliosa bellezza, nel mistero di Dio come la figura di un uomo il cui volto era di tale bellezza e chiarezza che Ildegarda avrebbe potuto guardare più facilmente il sole che questo volto. Anche se  riusciva a malapena a vedere questa figura splendente, vide un ampio anello dorato intorno alla testa di questa figura luminosa. Nel cerchio un altro volto apparve sopra la testa, come quello di un uomo anziano il cui mento e la cui barba toccavano la corona della testa. E da entrambi i lati del collo della stessa forma usciva un'ala. Queste ali si alzavano sopra il cerchio e si univano. Ildegarda poteva vedere la testa di un'aquila sul punto più alto della curvatura ad arco dell'ala destra. Negli occhi ardenti dell'aquila, lo splendore degli angeli appariva come in uno specchio. Sul punto più alto della curvatura ad arco dell'ala sinistra c'era il volto di un uomo che brillava come lo splendore delle stelle. Entrambe le facce erano rivolte ad est. Le ali si  estendevano dalle due spalle di questa figura fino alle ginocchia. Ildegarda vide un agnello nelle mani della figura che risplendeva nella sua veste come il sole, e l'agnello come la luce del giorno. Questa figura luminosa calpestava con i piedi un mostro dall'aspetto abominevole di colore nero, velenoso sovrastato da un serpente. Il serpente che entrava nell'orecchio destro del mostro.
L'amore del Padre celeste nella sua bellezza ha forma umana, perché il Figlio di Dio ha preso forma umana e ha redento l'uomo perduto attraverso il ministero dell'amore.
Ildegarda ci annuncia l'origine della vita, l'amore creativo di Dio, come una potenza di fuoco, che è nascosta anche nei venti; ed essi bruciano attraverso di lui, come il respiro nell'uomo. Dio è anche ragione, che ha in sé la brezza della parola sonora attraverso la quale ogni creatura è fatta e respira la vita. Egli è la vita piena, costante nell'eternità che non è sorta e non finisce. Dio si rivela in questa visione della luce come vita senza inizio e fine. E questa vita si muove e funziona ed è l'unica vita con un triplice forza.
L'eternità si chiama Padre, il Verbo è il Figlio, e il respiro che unisce entrambi è lo Spirito Santo. Questa sola vita infiamma la terra, la bellezza di quanto Dio ha fatto per l'uomo. E Dio risplende nell'acqua, che corrisponde all'anima, perché come l'acqua scorre attraverso tutta la terra, così l'anima penetra in tutto il corpo. L'uomo, che è di corpo, anima e ragione, è legato analogamente alla terra, all'acqua, al sole e alla luna.
 
Ildegarda udì la voce del cielo che le disse:

"Dio, che ha creato tutto, ha fatto l'uomo a sua immagine e somiglianza e ha posto in lui il sigillo delle creature superiori e inferiori. E amò l'uomo così tanto che lo destinò a quel luogo da cui l'angelo, cadendo in rovina, fu scacciato, e gli riservò la gloria e l'onore che l'angelo aveva perduto" 

L'uomo ad immagine di Dio prende il posto dell'angelo caduto. Dio stesso è la vita in abbondanza e amore. E l'amore del Padre ha assunto la forma umana nel Figlio, che attraverso la sua incarnazione al servizio dell'amore ha redento l'uomo perduto. L'amore eccezionale di Dio si irradia dal suo volto, dalla figura  in bellezza e chiarezza. La testa è circondata da un ulteriore cerchio d'oro, che vuole indicare la fede cattolica che si riversa in tutto il mondo e che abbraccia con tutta riverenza l'eccesso d'amore in cui Dio ha redento l'uomo attraverso l'umanità del suo Figlio e lo ha rafforzato nello Spirito Santo. Il volto di un uomo anziano nella maturità sopra la testa della figura di Dio significa che la suprema bontà di Dio viene in aiuto dei credenti. Il mento e la barba del viso toccano la corona del viso lucido. Questo vuole dirci che Dio nella sua progettazione e cura mostra il massimo del suo amore in quanto il Figlio di Dio nella sua umanità riporta l'uomo perduto in cielo.
Le ali su entrambi i lati del collo della vita primordiale si ergono sopra il cerchio e vi si uniscono. Esse rappresentano l'amore di Dio e dell'umanità, che emergono dall'unità della fede e non possono essere separati. Ildegarda vide nella curvatura ad arco dell'ala destra la testa di un'aquila dagli occhi ardenti, in cui lo splendore degli angeli appare come in uno specchio. Quando un uomo si sottomette a Dio, dirige il suo impegno verso Dio, solleva il suo cuore, infiammato dallo Spirito Santo, allora in esso appaiono gli spiriti benedetti che offrono a Dio l'abbandono di questo cuore. Infatti l'aquila rappresenta gli uomini spirituali che, nella devozione del loro cuore, spesso volgono lo sguardo a Dio come angeli nella contemplazione. Gli spiriti benedetti  vedono costantemente Dio gioire delle buone opere dei giusti e le mostrano a Dio in se stessi. Gli angeli, che rimangono nella lode di Dio, hanno uno splendore come molti specchi in cui appaiono.

"Nessuno opera come Dio e ha tanto potere quanto Dio. Quindi, nessuno è simile a Lui, che inoltre non è limitato nel tempo". 

Tutto ciò che Dio ha operato, era nella sua prescienza prima dell'inizio dei tempi. Tutto ciò che è visibile e invisibile è apparso senza istante e senza tempo, prima di tutti i tempi, come gli  alberi o qualunque creatura, che si trova vicino all'acqua è visibile in essa, anche se non  fisicamente presente nell'acqua. Quando Dio disse: Sia, immediatamente furono rivestite di forme quelle realtà che la sua prescienza aveva visto, prima di tutti i tempi. Ogni creatura ha visto la prescienza di Dio prima che fosse nel suo corpo. Nell'uomo ci sono la prescienza di Dio e della sua opera. (Mistero della vocazione, grazia e libertà dell'uomo)
Quando una moltitudine innumerevole di angeli si ribellarono al loro Creatore,  ovvero Lucifero e i suoi seguaci, si tuffarono nelle tenebre.
Sulla curvatura ad arco dell'ala sinistra c'è il volto di un uomo che brilla come la gloria del sole. Questo significa che quando l'uomo si rivolge alla difesa del suo Creatore calpestando umilmente i motivi terreni che lo sfidano da sinistra, ha l'aspetto di un essere umano, perché vive dignitosamente secondo la sua natura umana e non come le bestie. 
L'uomo ha ricevuto il posto e l'onore dell'angelo caduto, avvolto in un corpo, affinché potesse lodare e portare a perfezione quello che l'angelo caduto non voleva fare. Nel volto umano sono rappresentati coloro che sono assegnati al mondo con il corpo, ma servono costantemente Dio con lo Spirito. Non dimenticano che cos'è lo Spirito, anche se sono legati ad obblighi mondani. Sia gli spirituali che i secolari devono rivolgersi a Dio, motivo per cui i loro volti sono rivolti verso Oriente, origine della vita santa e della beatitudine.
Da ciascuna delle spalle della figura un'ala arriva fino alle ginocchia. Infatti, nella forza del suo amore, il Figlio di Dio attirò a sé uomini giusti e peccatori, alcuni li sostenne sulle sue spalle perché vivevano rettamente, altri sulle ginocchia perché li aveva allontanati dalla via dell'ingiustizia.

"Attraverso la conoscenza dell'amore di Dio, l'uomo è stato condotto con il corpo e l'anima alla pienezza della salvezza, anche se spesso si è allontanato dallo stato di vera stabilità fondato sulla rettitudine." 

La figura è vestita con una veste simile al bagliore del sole. Ciò significa che il Figlio di Dio, nella sua carità, vestì il corpo umano a somiglianza della bellezza del sole, senza alcuna macchia di peccato. L'uomo può cogliere l'umanità del Figlio di Dio solo attraverso la fede.
E nelle sue mani porta un agnello, che brilla come la luce del giorno. La carità nelle opere del Figlio di Dio rivelò la mansuetudine della vera fede, che risplende su tutto, quando scelse tra i pubblicani e i peccatori i suoi martiri, confessori e penitenti, e quando rese santi gli empi, come di Saulo fece Paolo; affinchè volassero verso l'armonia celeste. Così la carità condusse così progressivamente a compimento la sua opera in modo che non ci fosse difetto.
La figura poggia con i piedi su un mostro dall'aspetto abominevole e dal colore nero, velenoso e su un serpente. Il vero amore calpesta l'ingiustizia, contorta da molti vizi, e il vecchio serpente, che perseguita tutti i credenti, seguendo le impronte del Figlio di Dio, dal momento che il Figlio di Dio lo ha annientato sulla croce.
 
Il messaggio spirituale della prima visione potrebbe essere riassunto in questo modo
La carità, che è nella ruota dell'eternità e senza tempo è come le braci nel fuoco. Dio ha previsto tutte le creature nella sua eternità e le ha create nella pienezza della sua carità, in modo tale che l'uomo potesse trarre nutrimento o servigio da loro, perché le congiunse all'uomo come la fiamma al fuoco.
Nella prescienza di Dio sta tutta la creazione e la storia della salvezza. Così tutto ciò che Ildegarda ha potuto vedere nelle singole visioni risplende nell'origine della vita, nella vita primordiale che è la carità. La prima visione contiene questa quadro d'insieme della creazione e del cammino dell'uomo.
La creazione inizia con il mondo angelico. Perché come primo "Dio ha creato l'angelo nella più grande bellezza". E non appena si è visto (sed ubi ille seipsum ille seipsum conspexit, dominum suum odio habuit et dominus esse voluit, sed Deus in puteum abyssi illum proiecit...) ha odiato il suo Signore e ha voluto essere il Signore stesso. Ma Dio lo ha gettato nell'inferno (una possibilità reale per l'uomo che chiude la sua libertà data da Dio, nell'autoaffermazione come rifiuto dell'amore. L'inferno, una realtà spaventosa, è data anche dalla nostra esperienza storica.) Questo ribelle dà ancora oggi il suo malvagio consiglio all'uomo, dopo aver portato il primo uomo, l'opera di Dio, in comunione con se stesso. Così l'uomo  perse la sua veste celeste. Per mezzo del Figlio di Dio, "che si è fatto carne nella natura della vergine", l'uomo, opera amata di Dio, è stato riportato nella comunione con Dio. Come Adamo è il progenitore di tutta la razza umana, così il popolo spirituale è venuto fuori attraverso il Figlio di Dio. Ora è tempo di adorare Dio con un sospiro sincero del cuore. In questo modo, la grazia dello Spirito Santo può assorbire la buona terra dell'uomo. "Chi si fida fedelmente della promessa divina, guarda a tutto ciò che è terreno e lotta per il celeste, è annoverato tra i figli di Dio come uomo giusto. Perché ha amato la verità e cercato sempre di più di avere il sapore di ciò che è dello Spirito.”

"Finché l'uomo trova gusto in ciò che è della carne, non può comprendere pienamente ciò che è dello Spirito.”  

Maria credeva alla Parola del Messaggero di Dio, guardava la terra da cui era stata fatta e diceva di essere la serva del Signore. Perciò il Figlio di Dio si è fatto carne in lei.

"Ogni persona che teme e ama Dio si apra a queste parole, con la devozione del suo cuore, e sappia che per la salvezza del corpo e dell'anima dell'uomo, non sono state proclamate da un uomo, ma da Me che sono io" (Gv 3,1). (S. 31)

Quando l'uomo si confronta con il senso della sua vita, riconosce e sente il suo radicamento nella vita primordiale, rimane vivo, cioè vive dignitosamente nelle relazioni in cui è posto da Dio per difendere il suo Creatore e Redentore. E così diventa intero nel corpo e nell'anima e capace per la pienezza della vita eterna con gli angeli e i santi.

tratto da :Sr. Hiltrud Gutjahr

 

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