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Occhi

Gli occhi, finestre dell'anima.

“ Lo sguardo dell'anima è potente negli occhi di un essere umano i cui occhi sono chiari e trasparenti, poiché l'anima abita nel suo corpo con tutta la sua forza, per poter compiere con lui ancora molte (buone) opere, poiché gli occhi sono le finestre dell'anima» (CC 220, 6).

 

“Gli occhi chiari e puri sono un segno della vita. Se un essere umano è fisicamente sano, i suoi occhi sono puri e chiari. Gli occhi torbidi sono un segno della morte. Chi ha gli occhi torbidi, quantunque sia sano, in modo che i in modo che essi non sono proprio chiari, indipendentemente dal loro colore, porta in sé i segni della morte. Lo stesso vale per un uomo, i cui occhi sono torbidi come una nuvola di cui la parte superiore è così spessa in modo che dietro ad essa non si può nemmeno ammirare una nuvola chiara come un cristallo. Questo essere umano si ammalerà presto e morirà, poiché la sua anima non ha forza perché essa non fa che pochissime opere (buone) e perché essa è come avvolta nelle nuvole, come un uomo indeciso e perplesso sta meditando il momento in cui dovrà abbandonare la sua casa e partire» (CC 220, II).


La struttura, la funzione e la malattia dell'occhio sono descritte dalla medicina moderna con una terminologia complicata. L’occhio umano si compone del globo oculare con le sue tre membrane la sclerotica o cornea opaca, la coroide e la retina. La sclerotica forma la parete esterna. Nella sua parte interiore la sclerotica presenta un'apertura quasi circolare in cui è incastrata la cornea trasparente. Poiché essa è strettamente in relazione anatomica con la congiuntiva, essa va soggetta a molte malattie alla congiuntiva e alla cornea, e viceversa. Sotto la sclerotica c'è la coroide, poi la retina che, nella parte anteriore della camera dell'occhio, forma l'iride e dà all'occhio il suo colore particolare. L'iride è applicata contro la faccia anteriore del cristallino e circoscrive la pupilla per mezzo della quale la luce penetra nell'occhio. Dietro il cristallino l'umore vitreo riempie la parte anteriore del globo dell'occhio. Questo è fatto del 99 per cento di acqua gelatinosa. Un offuscamento del cristallino porta a disturbi di vista e viene indicato con il nome di cateratta. La camera interiore e quella esteriore sono riempite da un liquido, detto umor in acqueo. L'afflusso e il deflusso di questo umore acqueo deve essere normalmente ben regolato. Un aumento di questo liquido con un deflusso difettoso porta ad un aumento di pressione nell'occhio interno e distrugge la capacità di vedere. Questa ipertensione dell'occhio viene chiamata glaucoma, ed è la causa prima che può portare alla cecità. Anche Ildegarda dice che la vista dipende dalla relazioni giusta fra il sangue e l'umor acqueo dell'occhio.

«Gli occhi dell'uomo sono stati creati a somiglianza del firmamento. La pupilla ha delle analogie con il sole, la colorazione nera o grigia attorno alle pupille ha delle analogie con la luna, e il bianco esteriore ha delle analogie con le nuvole. L'occhio è composto di fuoco (calore) e di acqua. Il fuoco lo tiene insieme e lo fortifica, l'acqua ha la funzione della facoltà visiva. Se il sangue è abbondante nella parte superiore dell'occhio, esso reprime il potere visivo, poiché esso inaridisce l'acqua che avrebbe dovuto assicurare la vista all'occhio. D'altra parte, se il sangue è troppo ridotto, l'umor acqueo che avrebbe dovuto assicurare all'occhio il potere visivo non ha più forza, perché gli manca ciò che nel sangue doveva, come una colonna, sopportare le sue forze. Per questo motivo, nella gente anziana, gli occhi si intorbidiscono, poiché il loro umore acqueo diminuisce con il sangue. Invece la gente giovane vede bene, perché c'è l'equilibrio fra sangue e acqua. Nei giovani il fuoco e l'acqua non sono ancora asciutti e diminuiti oltre misura il calore e il freddo» (CC 92, 7).


Ildegarda descrive cinque tipi di occhi secondo il colore dell’iride:
gli occhi azzurri,
gli occhi di fuoco,
gli occhi screziati,
gli occhi verdi,
gli occhi bruni.

Gli occhi azzurri

“Le persone che hanno gli occhi azzurri sono alle volte frivole, alle volte precipitose, oppure dissolute o (anche) pigre e Indisciplinate nei loro costumi. Però esse fanno tutto scrupolosamente. Chi ha occhi di fuoco è saggio, ha un'intelligenza acuta ed è collerico. Le persone che hanno gli occhi screziati sono un po' incostanti, perfino tristi alle volte, alle vidi, felici, tuttavia sono moralmente oneste. La gente che ha gli occhi verdi è incostante, leggera e furba, ma tuttavia abile per i lavori manuali e capisce in fretta ciò che ancora non conosce. Chi ha gli occhi bruni o neri è intelligente, sa dare buoni consigli, ma ha paura di tutto ciò che fa, cioè non è mai sicuro di sé stesso» (CC 234, 22 ff).

Ildegarda fa ancora altre osservazioni sul colore degli occhi:

 “una persona dagli occhi azzurri, simili all'acqua, ha ricevuto questo colore dall'aria. Gli occhi di questo colore sono più deboli degli altri, perché l'aria si cambia spesso a causa del diversi influssi atmosferici: il calore, il freddo e l'umidita. Perciò gli occhi azzurri possono essere danneggiati dall'aria malsana, debole ed umida come pure dalla nebbia» (CC 92, 24).


La medicina per gli occhi azzurri è il finocchio. Esso può guarire le infiammazioni e le infermità degli occhi azzurri, derivate dall'inquinamento dell'aria.

«Se una persona dagli occhi azzurri vede male o ha dolori agli occhi, deve subito mangiare dei finocchi o semi di finocchio, li deve tritare ed impastarne il succo e la rugiada dell'erba (che si trova su queste erbe) con un po' di farina fina di frumento, e ne faccia una piccola focaccia. Si deve mettere questa pasta di notte sugli occhi e legarla con una fascia. Così il dolce calore del finocchio e del frumento, mescolati alla rugiada, sopprimono i dolori, poiché gli occhi azzurri sono del genere dell'aria e quindi bisogna aggiungere la rugiada» (CC 170, 14).

Gli occhi di fuoco


Gli occhi di fuoco: Essi hanno un anello chiaro attorno all'iride, siano essi azzurri o bruni.

«Chi ha gli occhi di fuoco, simili ad una nuvola scura, che sta vicino al sole, li ha grazie al vento del sud. Essi sono sani, perché provengono dal calore del fuoco. Tuttavia la polvere e un qualsiasi odore li ferisce, poiché la loro chiarezza non reagisce alla polvere e la loro purezza non reagisce ad un odore sconosciuto» (CC 92, 32).
Il rimedio universale per gli occhi di fuoco è il «vino fatto di rose, violette e finocchi».

Ricetta:
6 ml di tintura di violette
12 mi di tintura di rose
4 mi di tintura di finocchi colmare con 50 mi di vino.

«Strofina quest'acqua sugli occhi prima di andare a letto, però devi fare attenzione che essa non penetri nell'occhio. Se però fosse penetrato qualcosa nell'occhio, non è un gran danno» (CC 170, 24).

Si mettono alcune gocce in un portauovo, si inumidiscono le dita con questo liquido e si passano con prudenza sulle palpebre, prima di andare a letto, facendo attenzione che il liquido non penetri nell'occhio.

Gli occhi screziati

“Essi sono macchiati da diversi colori come l'azzurro, il verde, il bruno e il grigio-azzurro. Sono sensibili alle superfici metalliche lucenti e scintillanti, alle superfici d'acqua e alle sorgenti di luce, si chiamano pure occhi televisivi. Chi ha gli occhi che assomigliano ad una nuvola, in cui si specchia l'arcobaleno, li deve all'aria con le sue diverse perturbazioni atmosferiche, poiché essi non sono regolarmente asciutti o umidi. Sono deboli, poiché provengono da un'aria Incostante, ed hanno una facoltà visiva debole specialmente perché non provengono dal fuoco. Tuttavia sono acuti se l'aria piovosa è pura, perché provengono più da una natura umida che focosa. Ogni luce scintillante che provenga dal sole, dalla luna, da un'altra fonte di luce (televisione) o dallo scintillio di pietre preziose, da superficie metalliche o da altre fonti, è dannosa per gli occhi, perché essi provengono dall'aria con diverse perturbazioni atmosferiche» (CC 93, 1).


Questi occhi reagiscono se si guarda a lungo la televisione, si legge a lungo, o si va al cinema. Alle volte avvengono dei disturbi, e sembra che ci siano delle immagini doppie davanti agli occhi. Se una persona ha oltrepassato i cinquant'anni, gli occhi si possono intorbidire a causa di scorie sporche immagazzinate. La medicina moderna parla di cateratta in seguito ad una falsa utilizzazione di glucosio per la perdita di enzimi del cristallino. Il vino allo zinco può stimolare di nuovo l'attività indebolita degli enzimi, migliorando perciò il potere visivo. Questo vino si dimostra efficace, anche all'inizio della cateratta. Esso è la medicina universale per gli occhi screziati, anche per la congiungivite, il prurito agli occhi, o gli occhi lagrimosi, come si nota nel raffreddore da fieno.

«Prendi dell'ossido di zinco e mettilo in un vino bianco e puro. La sera, quando vai a letto, strofina esteriormente le palpebre con questo vino dopo aver tolto l'ossido di zinco, però fà attenzione a non toccare gli occhi» (CC 171, 6).

Ricetta del vino allo zinco:
Zinco ossidato 0,5
Zinco metallico 0,2 aggiungere 10 mi di vino bianco. Prima di andare a letto si passa sulle palpebre chiuse il vino allo zinco con le dita umide. Si aspetta finché il vino sia asciugato, poi si aprono di nuovo gli occhi, si inumidisce solo il bulbo dell'occhio o la congiuntiva, altrimenti brucia.

Gli occhi verdi

Ci sono poche persone dagli occhi verdi, ed Ildegarda scrivi quanto segue:

«Chi ha occhi che assomigliano ad una nube offuscata, che non sono completamente di fuoco ma neppure proprio torbidi, di colore verde-azzurro, ha questo colore dall’umidità della terra, che contiene molte erbe dannose e lombrichi. Questi occhi sono fragili e lasciano trasparire un tessuto rossastro, poiché derivano dal muco (livor). Essi non vengono toccati dall'aria umida, dalla polvere, dall'odore, dagli oggetti luminosi, per cui soffrono gli altri occhi. A volte però essi soffrono di altre malattie» (CC 93, 12).

Il rimedio universale per gli occhi verdi bisogna prepararselo da sé.

«Se una persona ha gli occhi simili ad una nuvola, che non sono proprio di fuoco ma neppure troppo torbidi, ma di colore verdastro, e vede male o ha dolori agli occhi, deve tritare d'estate del finocchio e d'inverno i semi di finocchio, mescolando il tutto con un uovo ben sbattuto, e metterlo sugli occhi prima di andare a letto» (CC 171, 18 ff).

Gli occhi bruni

Gli occhi più robusti sono quelli bruni.

«Chi ha occhi neri od offuscati come una nube, li ha principalmente dalla terra. Essi sono più forti ed acuti degli altri occhi e conservano pure a lungo la loro forza visiva, perché derivano dalla forza della terra. Tuttavia essi vengono leggermente danneggiati dall'umidità della terra e da quella delle acque delle paludi, così come la terra viene spesso danneggiata dalla grande umidità delle acque e delle paludi» (CC93, 25).

Se questi occhi fanno male o non permettono di vedere bene, queste persone malate devono prepararsi da sole una medicina fatta di vino e succo di erba ruta e metterla come una :compressa

“Prendi il succo di erba ruta e un quantitativo doppio di miele, mescolali con un po' di buon vino puro, poi mettici dentro un pezzo di pane di frumento e lega questa compressa sugli occhi durante la notte» (CC 171, 33).


Come abbiamo già detto, in caso di un attacco acuto di glaucoma la pressione interna dell'occhio può perciò aumentare in modo che il potere visivo è notevolmente ridotto. La perturbazione del rifornimento di sangue all'interno dell'occhio provoca una diminuzione della vista. La congiuntiva è infiammata e diventa rossa e la cornea si può intorbidire. Già ai primi sintomi, per esempio di dolori o di disturbi all'occhio, bisogna consultare un oculista. Le persone che hanno oltrepassato i quarant'anni dovrebbero farsi controllare ogni anno la pressione interna dell'occhio dall'oculista, per riconoscere eventualmente la minaccia di un glaucoma.
Gli occhi possono fare male anche per il sovraccarico di lavoro. Ildegarda descrive in questo caso un rimedio molto semplice:

“Se il sangue o l'umor acqueo negli occhi dell'uomo diminuiscono molto a causa dell'età o di qualsiasi altra malattia, si deve passeggiare su un prato verde e fissarlo fintanto che gli occhi si inumidiscono come se lagrimassero, poiché il verde dell'erba leva questi disturbi di vista e così gli occhi diventano puri e chiari. Si può prendere l'acqua pulita del fiume o l'acqua fresca ed inumidire gli occhi, in modo che questa umidità stimoli l'umore acqueo degli occhi, che è già disseccato, e li rende di nuovo puri e chiari. Si può pure prendere un pezzo di lino ed inumidirlo con acqua pura e fresca, poi si lega come compressa sulle tempie e sugli occhi, facendo però attenzione che nulla penetri negli occhi per non ferirli» (CC 169, 30 ff).

Anche le gocce della vite sono un rimedio efficace per gli occhi, pure all'inizio della cateratta. Questo si è sperimentato specialmente nel caso di un'infiammazione della congiuntiva.

«Chi soffre di disturbi alla vista e di offuscamento degli occhi (inizio di cateratta), deve spesso inumidire le palpebre (giornalmente) con le gocce della vite e farne pure entrare un po' nell'occhio stesso. Allo stesso modo in cui la vite viene potata, le gocce che colano (in primavera) servono per rendere chiara la vista. Bisogna cogliere in un piccolo recipiente quelle gocce che sgorgano dal taglio fatto alla vite dal mattino fino a mezzogiorno» (PL 1244 D).

Si devono inumidire per un certo periodo di tempo, una o due volte al giorno, le palpebre con le gocce della vite (acqua che esce dalla vite), mentre un po' di liquido viene anche versato a gocce direttamente nell'occhio. Il succo delle foglie di giovani meli, mescolato con le goccie della vite in proporzione di 1 a 1, è, secondo Ildegarda, il rimedio migliore per la vista.

«Se qualcuno, vecchio o giovane, soffre di un qualche disturbo di vista, deve prendere qualche foglia di melo in primavera, prima ancora che si formino i frutti, poiché i primi germogli delle mele sono più teneri e più sani, come le ragazze prima che abbiano dei figli. Tritare queste foglie, spremere in quantità uguale le gocce della vite con questo succo, mescolarlo e riempirne una bottiglia. La sera, prima di andare a letto, inumidire le palpebre e gli occhi (con la punta delle dita) e fare in modo che nulla penetri nell'occhio. Prendi poi queste foglie di melo tritate, versaci sopra le gocce di vite e mettile, come compresse (la notte), sugli occhi. Se lo farai spesso (ogni giorno), scomparirà l'offuscamento, e tu vedrai meglio» (PL 1215 D).

Ricetta:
Succo di foglie di mele (germogli) con il succo di foglie di vite mescolare a dosi uguali (1 : 1). Si mescolano ogni volta in una tazza 10 gocce di questo rimedio, e si inumidiscono le palpebre con la punta delle dita prima di andare a letto. Anche le foglie di melo tritate (germogli) possono essere usate come compresse di notte sugli occhi. I disturbi agli agli occhi (in seguito all'età) si possono curare con il vino al topazio d'oro:

“Se ad una persona si oscurano gli occhi, metta un topazio per tre giorni e tre notti nel vino puro. La sera, quando va a letto, strofini i suoi occhi con il topazio inumidito nel vino, in modo che un po' di liquido penetri pure negli occhi. Dopo aver tolto la pietra dal vino, questo vino si può usare ancora |per cinque giorni. Anche di notte si possono strofinare gli un occhi con la pietra umida, che si mette di nuovo nel vino e si passa poi sugli occhi. Ciò si deve fare spesso, giornalmente. Al quinto giorno bisogna usare altro vino per mettervi il topazio. Questo rimedio rende gli occhi chiari come il migliore collirio» (PL 1255 C).

Le lesioni della capacità di vedere per le persone che soffrono di disturbi alla ghiandola tiroide si possono curare con il cristallo di rocca.

“Se gli occhi si velano (oscurano), bisogna far riscaldare al sole un cristallo di rocca, e mettere sugli occhi la pietra riscaldata. E poiché questa pietra è della natura dell'acqua, il cristallo leva gli umori cattivi dagli occhi, e così la persona malata guarirà e vedrà meglio» (PL 1263 D).

Lo zaffiro aiuta in generale quando gli occhi sono arrossati a causa di sovraccarico di lavoro o d'infiammazione della congiuntiva.

"Se qualcuno ha gli occhi arrossati e gonfi (infiammati), o se la vista diminuisce, prenda a digiuno uno zaffiro, lo metta in bocca e lo inumidisca con la saliva. Con il dito levi la saliva dallo zaffiro ed inumidisca gli occhi, in modo che lo zaffiro tocchi gli occhi internamente, e così guarirà e vedrà chiaramente."

estratto dal libro "Manuale della medicina di Santa Ildegarda"

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