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Diamante

 Cosa scrive S. Ildegarda

“Il diamante è tanto duro che non c'è altra pietra che lo superi, è per questo che entra nel ferro e lo scalfisce.
Nè il ferro, nè l'acciaio possono contrastarlo, ma esso rende l'acciaio ancora più forte, al punto che non cede e non si spezza prima di averlo tagliato”.
Chi non riesce a digiunare, metta questa pietra in bocca: la fame diminuirà e la persona sarà in grado di rinunciare sempre più al cibo.”
Chi soffre di arteriosclerori o chi ha subito un colpo apoplettico, cioè quella malattia che interessa la metà del corpo e impedisce di spostarsi, (ictus con paralisi), metta un diamante nel vino o nell'acqua per un'intera giornata e la beva, i reumatismi spariranno anche se sono tanto forti che le membra sembrano spezzarsi. Anche la paralisi migliorerà”.
"Chi ha l'epatite metta questa pietra nel vino o nell'acqua, ne beva e guarirà.”

A cosa serve

  • Attacchi di fame,
  • Arteriosclerori,
  • Apoplessia,
  • Epatite. 

Il diamante ha la capacità di far diminuire lo stimolo della fame e per questo motivo è anche definito "pietra del digiuno." Può essere di aiuto negli attacchi di fame in caso di diabete .
Posto un giorno nell'acqua da bere è un ottimo alleato contro l'arteriosclerosi e come prevenzione o cura della paralisi da ictus. Anche in caso di epatite risulta efficace.

Utile come 

Sempre come pietra grezza (non ha effetto superiore quello lavorato e più costoso) da un carato, meglio come ciondolo in oro per evitare di ingerirlo se usato contro gli attacchi di fame.
 

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